“Facciamo il backup” è una frase che non vuol dire niente finché non si risponde a tre domande: di cosa, ogni quanto, e dove finisce la copia. Sono le stesse tre domande che, il giorno di un guasto, decidono se l’azienda riparte in due ore o in due settimane.
Di cosa: quasi sempre più di quello che pensi
I documenti sul server li salvano tutti. Poi, il giorno del ripristino, si scopre che mancano il database del gestionale, le caselle di posta, i file sul computer dell’amministrazione, le configurazioni del centralino e le licenze dei programmi. Il primo lavoro serio è l’elenco: cosa esiste, dove sta e chi lo usa. Lo facciamo noi, e di solito è la parte che apre gli occhi.

Ogni quanto: quanto lavoro puoi rifare
Se l’ultima copia è di stanotte e il guasto arriva alle 17, hai perso una giornata di lavoro di tutta l’azienda. Per una contabilità può andare bene; per chi prende ordini tutto il giorno no. La frequenza si sceglie da qui, non dal software.
Dove: la regola 3-2-1
Tre copie dei dati, su due supporti diversi, una fuori sede. Non è un dogma: è la configurazione che distingue le aziende che dopo un attacco ripartono da quelle che pagano il riscatto. La copia fuori sede dev’essere irraggiungibile dalla rete aziendale, altrimenti il ransomware la cripta insieme al resto.
Vedi nel dettaglio: backup del server · backup delle postazioni · archiviazione delle email
