La maggior parte degli attacchi sfrutta falle già corrette da mesi. Non serve un difetto sconosciuto: basta un computer che non installa gli aggiornamenti perché l’utente rimanda il riavvio da settimane, o un programma vecchio che nessuno ha più toccato.
Aggiornare sembra banale finché non si prova a farlo su venti postazioni diverse, ciascuna con i suoi programmi, i suoi orari e il suo utente che sta lavorando.

Come lo gestiamo
- Censimento: cosa è installato, su quale computer, in quale versione. Spesso è la prima volta che l’azienda lo sa.
- Aggiornamenti programmati negli orari che non danno fastidio, con riavvii concordati.
- Non solo Windows: anche browser, lettori PDF, Java, i programmi gestionali. Sono quelli i bersagli più comuni.
- Verifica dell’esito: sapere che un aggiornamento è stato lanciato non basta, serve la conferma che sia andato a buon fine.
- Resoconto leggibile: quali macchine sono a posto, quali no e perché. Utile anche quando un cliente grande ti manda il questionario fornitori.
Tutto da remoto, ovunque siano i computer
Le postazioni si gestiscono a distanza, comprese quelle di chi lavora da casa o in giro. Nessuno deve portare il portatile in sede e nessuno deve venire in ufficio.
Chiedi un censimento delle tue postazioni → Ti diciamo quante sono indietro con gli aggiornamenti e quanto è grave.
