Il cloud non è sicuro
per definizione.
Dipende da come lo usi.
Microsoft 365, Google Workspace, backup su cloud, server virtuali: la tua azienda probabilmente usa già il cloud tutti i giorni. Ma usarlo non significa averlo messo in sicurezza. La responsabilità della protezione dei dati è tua — non del provider. Ecco cosa significa davvero lavorare in cloud in modo sicuro.
Stato sicurezza cloud — esempio reale
Usare il cloud non significa
essere al sicuro nel cloud
La maggior parte delle PMI che usa Microsoft 365 o Google Workspace crede che la sicurezza sia inclusa nel servizio. Non è così.
Account senza autenticazione a due fattori
Il 99% degli attacchi agli account cloud avrebbe fallito con l’MFA attivo. Eppure la maggior parte delle aziende non lo ha configurato su tutti gli utenti — spesso perché “rallenta il lavoro”.
Con Microsoft 365 o Google Workspace, l’MFA si attiva in pochi minuti dal pannello di amministrazione. Non farlo è come lasciare la porta aperta con la chiave inserita.
I dati nel cloud non sono automaticamente protetti dal ransomware
SharePoint, OneDrive e Google Drive sincronizzano i file in tempo reale. Se un ransomware cifra i file locali, la sincronizzazione li sostituisce con le versioni cifrate anche nel cloud.
Serve una strategia di backup separata dalla sincronizzazione — una copia immutabile che il ransomware non possa raggiungere o modificare.
Account di ex dipendenti ancora attivi
Ogni dipendente che lascia l’azienda con account cloud ancora attivi è una porta aperta. Non serve malintenzionati: basta che le credenziali vengano rubate in un leak su altri siti.
La gestione del ciclo di vita degli account — attivazione, permessi e disattivazione — è uno dei controlli più trascurati nelle PMI italiane.
Email cloud senza configurazione SPF, DKIM, DMARC
Avere Microsoft 365 o Google Workspace non configura automaticamente i record DNS di autenticazione email. Senza SPF, DKIM e DMARC il tuo dominio può essere usato per inviare email di phishing a nome tuo.
I clienti potrebbero ricevere email truffaldine con il tuo nome e la tua firma — senza che tu sappia nulla.
Dispositivi personali che accedono al cloud aziendale
Il dipendente accede a Microsoft 365 dal telefono personale o dal notebook di casa. Quel dispositivo non è gestito, non ha policy di sicurezza e non è monitorato — ma ha accesso a tutta la posta e ai documenti aziendali.
La sicurezza del cloud dipende anche dalla sicurezza di tutti i dispositivi che vi accedono.
Nessun monitoraggio degli accessi anomali
Un attaccante che entra in un account Microsoft 365 può stare silenzioso per settimane — leggere le email, impostare regole di inoltro, esfiltrare documenti — senza che nessuno lo noti. I log di accesso esistono, ma vanno monitorati.
Accessi da IP stranieri, orari insoliti, mass-download di file: tutti segnali rilevabili se qualcuno guarda.
Come mettiamo in sicurezza
i cloud che già usi ogni giorno
Non ti chiediamo di cambiare strumenti. Ti aiutiamo a configurare correttamente quelli che hai già.
Microsoft 365 & Exchange Online
Email, Teams, SharePoint, OneDrive
- MFA obbligatorio per tutti gli utenti con Conditional Access
- Configurazione SPF, DKIM, DMARC corretta per il dominio
- Criteri anti-phishing e anti-malware avanzati
- Audit log degli accessi attivato e monitorato
- Gestione del ciclo di vita degli account (onboarding/offboarding)
- Backup separato di Exchange e SharePoint (non solo sincronizzazione)
- Blocco accessi da paesi non operativi
Google Workspace
Gmail, Drive, Meet, Docs
- 2-Step Verification obbligatoria via Google Admin
- Configurazione SPF, DKIM, DMARC per Gmail
- Advanced Protection Program per account ad alto rischio
- Alert su accessi sospetti e accesso da nuovi dispositivi
- Gestione permessi condivisione Drive (no “chiunque con il link”)
- Vault per archiviazione legale email e Drive
- Criteri DLP per prevenire condivisione dati sensibili
Backup cloud e storage
Azure Backup, AWS S3, Veeam, Acronis
- Backup immutabile — impossibile da modificare o cancellare
- Cifratura end-to-end dei dati in transito e a riposo
- Test di ripristino periodico e documentato
- Separazione logica e fisica dal dato di produzione
- Retention policy conforme alle normative (10 anni per dati fiscali)
- Alert su backup falliti o incompleti
Server virtuali e IaaS
Azure VM, AWS EC2, VPS Infomaniak
- Patch management automatizzato tramite NinjaOne
- Firewall cloud configurato con regole minime necessarie
- RDP/SSH non esposti direttamente — accesso solo via VPN
- Monitoring 24/7 su CPU, memoria, spazio e processi anomali
- Snapshot e backup automatici con retention configurata
- Log di sistema centralizzati e monitorati
Il modello di responsabilità
condivisa — chi protegge cosa
Microsoft, Google e AWS proteggono la loro infrastruttura. Non i tuoi dati, non le tue configurazioni, non i tuoi utenti. Quella è responsabilità tua.
| Componente | SaaS (M365 / Google) | IaaS (Azure VM / AWS) | On-premise |
|---|---|---|---|
| Infrastruttura fisica (datacenter) | Provider | Provider | Tua |
| Sistema operativo e hypervisor | Provider | Condivisa | Tua |
| Applicazioni e middleware | Provider | Tua | Tua |
| Configurazione sicurezza del servizio | Tua | Tua | Tua |
| Gestione identità e accessi (IAM) | Tua | Tua | Tua |
| Dati e loro protezione | Tua | Tua | Tua |
| Dispositivi degli utenti finali | Tua | Tua | Tua |
| Backup dei dati aziendali | Tua | Tua | Tua |
⚠️ Nota importante: Microsoft e Google non fanno backup dei tuoi dati aziendali. Se un dipendente cancella accidentalmente una mailbox o un folder SharePoint, il provider non è obbligato a ripristinarli. Il backup dei dati cloud è responsabilità tua — e va fatto su una piattaforma separata.
6 controlli fondamentali
per lavorare in cloud in sicurezza
Non serve rivoluzionare l’infrastruttura. Bastano questi 6 controlli, implementati correttamente, per ridurre drasticamente la superficie di attacco.
Identità e accessi (IAM)
MFA su tutti gli account, accesso basato sul ruolo, revisione periodica dei permessi, account inattivi rimossi entro 24 ore dalla cessazione del rapporto.
Azure AD · Google Admin · Entra IDProtezione email e dominio
SPF, DKIM, DMARC configurati correttamente. Filtri anti-phishing avanzati. Archiviazione legale obbligatoria con valore probatorio.
Exchange · Google Workspace · InfomaniakBackup immutabile separato
Copia dei dati cloud su piattaforma separata, non modificabile dal ransomware, con test di ripristino periodico documentato e retention conforme.
Veeam · Acronis · Azure BackupMonitoraggio e alerting
Log degli accessi attivati, alert su comportamenti anomali (accessi da nuovi paesi, mass-download, login a orari insoliti), revisione mensile degli eventi di sicurezza.
Microsoft Sentinel · NinjaOne · SIEMSicurezza degli endpoint
Ogni dispositivo che accede al cloud deve essere gestito: EDR installato, patch aggiornate, policy di sicurezza applicate. I dispositivi non gestiti non dovrebbero accedere alle risorse aziendali.
ThreatDown · NinjaOne · IntuneCrittografia e DLP
Dati sensibili cifrati a riposo e in transito. Policy di prevenzione della perdita di dati (DLP) per evitare condivisioni accidentali di informazioni riservate verso l’esterno.
Microsoft Purview · Google DLP · Azure KMSCloud sicuro, gestito da noi.
Tu pensi al lavoro.
Non ti chiediamo di diventare un esperto di cloud security. Configuriamo, monitoriamo e gestiamo la sicurezza del tuo cloud — con gli stessi strumenti che usano le grandi aziende, dimensionati per le PMI.
- Audit iniziale della configurazione di sicurezza di tutti i servizi cloud in uso
- Configurazione MFA, Conditional Access e IAM su Microsoft 365 e Google Workspace
- Setup e verifica SPF, DKIM, DMARC per tutti i domini aziendali
- Backup cloud immutabile su piattaforma separata con test periodico
- Monitoraggio accessi anomali con alert in tempo reale
- Gestione del ciclo di vita degli account (onboarding e offboarding procedure)
- Patch management automatizzato su server e VM cloud via NinjaOne
- Verifica conformità GDPR per i dati trattati in cloud
- Supporto tecnico diretto — senza ticket anonimi
Strumenti e partnership
Quello che si dice sul cloud
nelle PMI italiane
“Microsoft e Google pensano alla sicurezza — è compreso nell’abbonamento”
Microsoft e Google proteggono la propria infrastruttura — non la tua. MFA, configurazione sicura, backup dei dati, gestione degli account: tutto questo è tua responsabilità. Il contratto lo dice esplicitamente nel modello di responsabilità condivisa.
“I dati nel cloud sono più sicuri che sul server in ufficio”
Dipende interamente da come è configurato. Un account cloud senza MFA è molto meno sicuro di un server on-premise ben gestito. Il cloud può essere più sicuro — ma solo se configurato correttamente. La localizzazione dei dati non è garanzia di sicurezza.
“OneDrive e SharePoint sono il mio backup”
OneDrive e SharePoint sono strumenti di sincronizzazione e collaborazione — non di backup. Se un ransomware cifra i tuoi file locali, la sincronizzazione li sostituisce anche nel cloud. Serve un backup separato, immutabile, su piattaforma distinta.
“Passare al cloud è complicato e costoso per una PMI”
La maggior parte delle PMI usa già il cloud senza saperlo — Microsoft 365, Google Workspace, Dropbox, gestionale web. Il problema non è adottarlo, ma configurarlo in modo sicuro. Helpwebnet gestisce questo per te, senza interruzioni operative.
Quello che ci chiedono
sul cloud e la sicurezza
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